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16 Luglio 2021

Google Core Update 2021: l’aggiornamento di luglio è online

Comunicazione, Content strategy, Copywriting, Web content

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Google Core Update 2021: l’aggiornamento di luglio è completo

Annunciato su Twitter dall’account di Danny Sullivan, Search Liaison di Google, il rilascio dell’ultimo Core Update del motore di ricerca si è ufficialmente concluso il 12 luglio, dopo due settimane ‘di fuoco’ per gli addetti ai lavori.

Come tutti i grossi aggiornamenti all’algoritmo, infatti, si tratta di un update destinato a scuotere le fondamenta di Google e che, proprio per questo, desta un misto di attesa, preoccupazione e curiosità in sviluppatori, consulenti SEO, copywriter e proprietari di siti web da tutto il mondo.

Ecco tutto quello che sappiamo su Google Core Update 2021 e su come puoi muoverti per evitare penalizzazioni al tuo sito web.

Google Core Update di luglio 2021: che cosa è successo?

Come affermato dallo stesso Google e come avviene per ogni attività in ambito SEO, è importante ribadire che occorreranno almeno un paio di mesi per osservare appieno i risultati di questo cambio strutturale

Nonostante i crawler del motore di ricerca svolgano un’attività di indicizzazione continua nel fitto ecosistema della rete, infatti, nessuno all’infuori di Google sa quando ogni sito venga sottoposto a una nuova scansione. Per questo, dopo il rilascio è sempre necessario concedere al motore di ricerca alcune settimane per la piena implementazione. 

Tuttavia, le aree di azione attorno alle quali si concentra il Core Update di luglio sono già note alla comunità e conoscerle permette di compiere i giusti passi ed evitare penalizzazioni immediate o all’orizzonte.

Qualità, credibilità e prestazioni

Google ha reso noto che i siti che forniscono contenuti aggiornati e di qualità, sono fonti autorevoli, si tengono lontani da pratiche spam e hanno prestazioni elevate in termini di velocità e fruizione, saranno valorizzati dall’aggiornamento.

In altre parole, le realtà in grado di fornire un’ottima User Experience da desktop e da mobile (basti pensare che più del 55% del traffico web oggi si registra da mobile, fonte GS StatCounter), non subiranno penalizzazioni in SERP e, anzi, vedranno migliorato il proprio posizionamento.

L’indicazione arriva come una prosecuzione naturale dell’aggiornamento di giugno, che riportava la stessa finalità.

Aggiornamento di giugno 2021

Non è un mistero che, originariamente, Google avesse pianificato un unico aggiornamento per il 2021. Trattandosi però di un’operazione massiva, si è reso poi necessario scomporre la programmazione in due update strutturali separati, rilasciati a stretto giro.

Quello che abbiamo visto a giugno, quindi, altro non è che la prima parte dell’attività completata poi a luglio 2021.

Google Core Update di giugno 2021 si è concentrato su molteplici nuovi parametri definiti fondamentali per il posizionamento e orientati a creare un’esperienza migliore per l’utente. I principali esplicitati dal brand sono i Core Web Vitals, tre indicatori di UX che sono ufficialmente fattori di ranking da quest’estate.

Essi sono:

  • LCP – Largest Contentful Paint: la metrica che misura la velocità di caricamento dell’elemento più grande che l’utente vede sulla pagina al momento dell’apertura. 
  • FID – First Input Delay: il tempo necessario perché la pagina diventi interattiva e l’utente possa compiere una qualsiasi azione sul sito.
  • CLS – Cumulative Layout Shift: l’indicatore che verifica i cambi di layout e impaginazione durante la visita, ovvero tutti quegli aggiustamenti fastidiosi e improvvisi che avvengono mentre stai leggendo o scorrendo i contenuti.

Segnalazioni dal web

Secondo l’autorevole Search Engine Journal, gli utenti stanno già registrando le prime oscillazioni in fatto di SERP e ranking, probabilmente complici anche le implementazioni di giugno. Vediamo insieme le segnalazioni più comuni:

  • i siti con un buon profilo di backlink e link esterni non stanno subendo grosse variazioni;
  • per diverse query, la sezione delle ricerche correlate (PAA, People Also Asked) a piè di pagina in SERP ha registrato un aumento di opzioni suggerite da Google;
  • il Domain Crowding, ovvero l’affollamento della SERP con troppi risultati provenienti da uno stesso sito, è in diminuzione.

Photo credits: Ferena Lenzi

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