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19 Giugno 2014

Un incontro e due articoli di giornale

Comunicazione, Copywriting

opera architettura

Vera (uso questo nome per non svelarne l’identità) è una donna raffinata.
Madre americana, studi identici ai miei, tratti eleganti e dolcezza nei modi. Mi ascolta silenziosa e attenta e, quando parla, esplora con naturalezza mondi fatti di letture americane e irlandesi, sorriso sulle labbra e occhi che paiono velarsi.

È venuta a trovarmi questa mattina ed era la prima volta che ci vedevamo. Di me conosceva solo le pagine del blog di Scripta & Co., ma, per quella strana legge dell’attrazione che spinge a gesti solo apparentemente irrazionali, si era sentita a tal punto coinvolta, quasi fosse la destinataria unica delle mie parole, da scrivere una mail, chiedendo un incontro.

Abbiamo parlato tanto ed è stata una danza sui percorsi della vita, sulle attese, sulle consapevolezze. Un sentire condiviso: il lavoro, l’inseguimento dell’identificazione, la determinazione di sé e della propria stanza, la poesia, le letture di Carver, Virginia Woolf, J.E. Williams, Goliarda Sapienza, Italo Calvino.

Prima di andarsene, Vera ha preso dalla borsa due articoli di giornale.
Aveva ritagliato per me l’estratto di un’intervista fatta a William Faulkner dagli studenti di scrittura creativa dell’Università del Mississipi, nel 1947 e la presentazione scritta da Melania Mazzucco per il romanzo di Kate Chopin, Il risveglio, riproposto da Nova Delphi Libri.

Da una parte, consigli pratici sulle letture e sulle tecniche di scrittura, dall’altra, la letteratura come atto creativo liberatorio, oltre tutte le convenzioni.
In entrambi, la forza dell’intelligenza e delle parole. E non sempre solo di quelle scritte.

Morale: se un blog sa essere occasione di incontro tra persone, ha senso che io continui a scrivere.

Photo credits: Ferena Lenzi

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