Blog

30 Aprile 2016

Luca Barcellona è calligrafia

Comunicazione

Luca Barcellona

Luca Barcellona potrebbe tirarsela un sacco, invece no, è decisamente un tipo sciallo e soprattutto racconta un sacco di cose di sé e del suo lavoro.

Un talk di due ore

L’ho ascoltato al talk di oltre due ore tenuto in Tipoteca Italiana, tempio del carattere e della stampa, luogo perfettamente calzante rispetto alla sua intensissima carriera di calligrafo.
Da writer che negli anni ’90 – qualcuno avrebbe detto – imbrattava i muri della città o i treni alla stazione, è passato a utilizzare un’arte antica come la calligrafia per realizzare opere straordinariamente belle e attuali, perfettamente in linea con i linguaggi e gli strumenti dell’era digitale.

I brand amano il lettering

I suoi clienti, tanto per coglierne il livello, – elenco certamente non esaustivo e non definitivo –, sono Carhartt, Deha, Nike, Mondadori, Zoo York, Dolce&Gabbana, Sony BMG, Seat, Volvo, Universal, Eni, Absolut Vodka, Expo, Galbani, Lavazza, Mont Blanc, Wall Street Institute, Condé Naste e i suoi lavori spaziano tra la realizzazione di copertine di dischi musicali e di libri, logotipi e marchi, campagne pubblicitarie, lettering per prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati (anche Massimo Vignelli aveva disegnato etichette di bottiglie di vino, Saul Bass il logo di Kleenex e Salvador Dalì addirittura il logo Chupa Chups), performance dal vivo, locandine di film, linee di abbigliamento, e non so più cosa! Tiene lezioni all’università, fa workshop dalla California all’Australia, è citato in riviste internazionali e in libri, e immagino sia adorato da designer, grafici e soprattutto da Art Director di mezzo mondo.

Ciò che colpisce, oltre alla strabiliante bellezza del risultato, è il pensiero che sta dietro ogni segno di spray, curva del pennello, tratto di Brush Pen, diluizione di colore – ben interpretato dal titolo scelto per il suo libro: “Take Your Pleasure Seriously“, edito da Lazy Dog. Ogni lavoro emana percezione dello spazio, respiro, pieno e vuoto, mani, armonia del movimento.

Oltre il curriculum…

Luca – mi è parso chiaro mentre chiacchieravamo a cena, prima della conferenza, e quando, al termine, siamo andati con Sandro (di Tipoteca) a bere un “vino buono, anzi buonissimo” (questo voleva, lui) in un’enoteca a pochi chilometri dall’Auditorium –, è una persona vera, pieno di interessi (il giorno prima del talk era a surfare sul mare ligure), piantato per terra e capace di non prendersi troppo sul serio.
È comprensibile che non sia stato naturale, agli inizi, constatare che una passione come quella del writing e del lettering potesse trasformarsi in lavoro, in un mestiere con una precisa dimensione commerciale, spesso lontano dalla filosofia che aveva condiviso con altri writer che, come lui, ambivano a scrivere la migliore tag identificativa su un vagone alla periferia di Milano. Ne era sorpreso e al contempo, lusingato. Sicuramente, è stato caparbio.

Difficile, infatti, fare tutto da solo, sfatare il pregiudizio “di calligrafia, non si vive”, non poter delegare nemmeno una fase del lavoro (e lo credo: chi sa scrivere con tanta maestria?!), avere brief in cui il cliente ti dice “Fai tu, ci fidiamo” che è come dire “Assumiti tutta la responsabilità“, salvo poi richiedere altre dieci bozzetti, oppure lavorare per ore a un segno e poi vederlo storpiato, adattato o tagliato per esigenze di grafica pubblicitaria e non riconoscersi più nel lavoro…

“Prendi il tuo piacere seriamente”

Allora devi “prendere il tuo piacere seriamente”, continuare a metterci passione e a provare divertimento, e a trasformare passione e divertimento in qualcosa di più grande ancora!

Articoli correlati

Perché piace lo spot per l’Emilia Romagna?

In un mondo dove tutto compete per l’attenzione dei consumatori, anche le regioni

La necessità della bellezza

Mai titolo più bello e necessario. La lezione sulla necessità della bellezza tenuta